Vicenda rumeni, il comunicato delle associazioni (23 Marzo 2005)

Comunicato unitario delle realta’ pisane sulla vicenda dei 36 Rom senza casa dopo un incendio e l’atteggiamento del Comune

Nella mattina del 22 Marzo un incendio distrugge un capannone nella periferia pisana in cui risiedevano 36 cittadini di nazionalità rumena. Lo stabile affittato per centinaia di euro a famiglia risulta di proprietà di G. Basso, già noto come strozzino affittacamere da tempo agli arresti domiciliari, le cui dichiarazioni in seguito alla vicenda negano qualsiasi rapporto di locazione con le famiglie. Le condizioni di vita delle famiglie in questa struttura erano a dir poco disumane, mancavano servizi sanitari e le forniture di acqua e luce erano costantemente sottratte dal proprietario se gli abitanti tardavano con il pagamento dell’affitto.

Nell’incendio sono andati distrutte quelle poche cose che possedevano, dai vestiti e dalle coperte ad altri effetti personali fino ai loro documenti di soggiorno e ai loro passaporti. Di fronte a questa innegabile situazione di emergenza le realtà sociali e solidali di Pisa si sono trovate a far fronte alle esigenze primarie dando una sistemazione per la seconda notte in alcuni appartamenti sfitti da diversi anni. Successivamente abbiamo cercato la ripresa del dialogo con le istituzioni cercando di chiarire la necessità di un intervento nella condizione di emergenza e non la loro totale presa in carico all’interno del progetto Città Sottili. Questo progetto se da un lato rappresenta un punto avanzato delle politiche sull’immigrazione dall’altro rischia di lasciare scoperte quelle esigenze elementari che si verificano in situazioni di emergenza ed a cui è doveroso da parte dell’amministrazione comunale riuscire a dare una risposta immediata. Le realtà sociali e politiche, Africa Insieme, Spazio Socio-Abitativo San Lorenzo, Laboratorio delle disobbedienze Rebeldía, Spazio Antagonista Newroz, PRC hanno rappresentato un sostegno reale sostituendosi ad una mancanza speriamo non strutturale delle istituzioni locali e non certo dimostrandosi dei “facinorosi e irresponsabili” nel cercare di porre rimedio a tale mancanza. Speriamo che la decisione di chiusura della Giunta Comunale ufficializzata dalla comunicazione del Sindaco e sottoscritta da una mozione di maggioranza, votata anche dall’opposizione, non rappresenti il futuro prossimo nell’amministrazione dei diritti elementari come la casa tanto più in una condizione di emergenza.

Ribadiamo lo sconcerto di fronte ad una mozione che se da un alto rivendica l’efficacia delle politiche sull’immigrazione dall’altro ritiene addirittura necessario un richiamo all’intervento del Ministero degli Interni nella funzione della Questura locale “in un’azione più efficace ad evitare l’aumento delle presenze Rom sul territorio pisano”.

Africa insieme

Spazio socio-abitativo S. Lorenzo

Laboratorio delle disobbedienze Rebeldía

Spazio Antagonista Newroz

Partito delle Rifondazione Comunista

Pisa, 23 Marzo 2005

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