Un “cartello” contro la Bossi-Fini, Estate 2002

Nell’Estate del 2002 Africa Insieme si fa promotrice di un coordinamento tra tutte le associazioni locali contrarie alla “Bossi-Fini”. Di seguito il comunicato costitutivo del nuovo “cartello”:

Appello. Contro la legge “Bossi-Fini” sull’immigrazione

Immigrato=criminale, immigrato=braccia da lavoro. La nuova legge Bossi-Fini, recentemente approvata dal Parlamento, costruisce pericolose semplificazioni, che aprono la strada ad una restrizione dei diritti delle persone.

Le organizzazioni firmatarie di questo documento, molto diverse tra loro, sono accomunate dall’impegno quotidiano sui temi dei diritti di cittadinanza e del rispetto dell’individuo. Oggi, queste realtà decidono di intervenire tutte insieme per dare voce e forza al dissenso contro una legge che riduce i diritti dei cittadini stranieri, che estende grandemente le misure repressive, che abolisce il meccanismo dello sponsor e, con esso, l’unica possibilità di entrare in Italia per cercare lavoro, che subordina la permanenza in Italia al possesso di un contratto di lavoro.

Vi sono certo, è inutile nasconderlo, molti elementi di continuità con la normativa precedente. Si irrigidiscono, in particolare, strumenti repressivi che erano già previsti dalla legge “Turco-Napolitano”: espulsioni, controllo alle frontiere, centri di permanenza temporanea. Strumenti che, in questi anni, sono stati già ampiamente sperimentati, dimostrando spesso la loro natura lesiva dei diritti e, sempre, la loro inefficacia sul terreno della lotta all’immigrazione clandestina.

L’evoluzione del fenomeno di questi anni ha dimostrato la necessità di superare un’impostazione esclusivamente repressiva delle politiche migratorie. Le nostre proposte sono, in questo senso:

– ampliare e attuare realmente i pochi diritti previsti dalla vecchia legge, e non abrogati dalla nuova, e che sono rimasti largamente inapplicati, quali ad esempio la normativa antidiscriminazione, la tutela dei minori e degli stranieri irregolari e via dicendo.

– Introdurre forme di emersione dalla irregolarità, ben oltre quelle previste dalla sanatoria per colf e badanti

– pensare ad una programmazione dei flussi che tenga conto della reale pressione migratoria sul nostro Paese

– sottrarre il governo dell’immigrazione alle Questure e alle autorità di Pubblica Sicurezza, perché lo straniero è una persona e non un problema di ordine pubblico

– dotare, finalmente, il nostro paese di una legge per il diritto d’asilo.

Per questo ci rivolgiamo:

– Al Parlamento italiano (ed in particolare agli eletti nelle nostre zone) per esprimere il nostro dissenso verso la nuova legge, e perché, nella fase attuativa, si impegni a non inasprire gli effetti dei nuovi provvedimenti

– Alle istituzioni regionali e locali per avviare insieme un percorso di riflessione e confronto, e per promuovere iniziative concrete per la tutela dei cittadini stranieri, regolari e non, come previsto dalla legislazione vigente. Ma anche per attuare, finalmente, le norme contro la discriminazione per motivi etnici, razziali, nazionali e religiosi, promuovendo in particolare gli osservatori regionali previsti dalla legge.

– Infine, ai nostri “luoghi”, alla “cittadinanza non organizzata”, cui è necessario dedicare una rinnovata attenzione. Alle parrocchie, ai circoli, alle sedi delle associazioni, dei sindacati, delle cooperative sociali, luoghi vivi, forme di convivenza in cui è necessario operare perché si affermino concezioni non discriminatorie dell’immigrazione.

ACER- Ass. Comunità Europea Rom, ACLI, Africa Insieme Toscana, AGESCI Pisa, Ass. Al-alif, Ass. Amici della Strada, ANOLF Ass. Naz. Oltre Le Frontiere Pisa, ARCI Nuova Ass. Comitati di Pisa e Valdera, ARCIRAGAZZI Pisa e Valdera, Ass. ARTURO Valdera, Ass.Batik, Caritas Diocesana di Pisa, Centro Missionario Diocesano, Coop. Soc. Il Cerchio, CGIL Pisa, CISL Pisa, Ass. Città solidale, CNCA Toscana Coord. Naz. Comunità di Accoglienza, Conf. COBAS Pisa, Ass. Donne in Movimento, Gruppo Farsi Voce Valdera, Gruppo Jagerstatter per la nonviolenza, Circolo Territoriale Montemagno, Ass. Poliedro, Consorzio Sociale Polis, Coop. Soc. Il Progetto, Coop. Soc. Promolavoro, Ass. Salaam Ragazzi dell’Olivo, ass. SALUS, San Vincenzo de’Paoli, Ass. Il Simbolo, Coop. Il Simbolo, Ass. L’Ulivo Calci, Ass. La Vela, Ass. Vitality

Leggi anche:

L’articolo del Tirreno

– L’esperienza del cartello citata nel dossier “Bada alla Bossi-Fini”, a cura di Lunaria (a pag. 57)

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