La sanatoria del 2002: il comunicato di Africa Insieme

Comunicato stampa

Sanatoria: lo sportello di Africa Insieme lavorerà per regolarizzare tutti i migranti

La regolarizzazione, finalmente. Dopo quattro anni, una notizia positiva per i migranti, per i loro amici, per chi ritiene l’immigrazione risorsa e non pericolo sociale. Dopo le retate, i centri di detenzione, i blocchi alle frontiere, le tante retoriche su presunte “invasioni” di immigrati, si scopre che imprese e famiglie italiane hanno bisogno delle persone venute da lontano, e che queste persone hanno diritto ad essere in regola e vivere normalmente.

Certo, avevamo chiesto una legge che garantisse “a regime”, in ogni momento, l’uscita dalla clandestinità. Siamo di fronte, invece, alla solita “sanatoria” che dura due mesi, dopo i quali tutto tornerà come prima o peggio: dal prossimo Novembre, chi si troverà clandestino sarà condannato a rimanere tale. Le leggi, non solo quella odierna ma anche la “Turco Napolitano”, prevedono infatti un’unica tipologia di “regolare”: chi entra nel nostro paese avendo già un contratto di lavoro, stipulato “a distanza” dal paese di origine. Ma quale datore di lavoro è disposto ad assumere chi abita a centinaia di chilometri, chi deve, per entrare in Italia, seguire lunghe trafile burocratiche all’ambasciata, alla frontiera, infine alla Questura?

Non ci piace il legame stretto che si istituisce tra lavoratore (il suo soggiorno, la sua vita) e datore di lavoro: ci siamo opposti a questa subordinazione fin dal suo primo presentarsi, nel 1992, con il primo rinnovo della legge Martelli; poi nel 1995; infine nel 1998, con la Turco-Napolitano. Oggi, ancora una volta, occorre un datore di lavoro e il pagamento del “solito” tributo. Sappiamo, per averli già sperimentati, i difetti: chi assume al nero difficilmente esce allo scoperto perché teme i controlli, chi non utilizza lavoro illegale chiede stranieri con il soggiorno già pronto. Per le famiglie con colf e badanti la cosa, come sempre, appare più fattibile.

Sappiamo anche, però, che questa regolarizzazione rappresenta un’opportunità: essa non è espressione della logica xenofoba di Bossi e Fini, non è figlia di chi in questi anni ha giurato che mai e poi mai avrebbe fatto una sanatoria. La rivendichiamo anzi come legge imposta dalla società civile ai propri governanti. Ad imporla sono state le tante famiglie e imprese, che di questi lavoratori hanno bisogno, ma anche l’impegno continuo di tanti soggetti organizzati: gli stranieri, anzitutto, protagonisti di manifestazioni e scioperi (a Genova, a Roma, nel Veneto); il volontariato cattolico (ricordiamo le pressioni della Comunità di S.Egidio per colf e badanti, e le iniziative di Caritas e ACLI); infine, le associazioni antirazziste, che sin dall’estate scorsa si sono battute per l’emersione dalla clandestinità, strappando importanti pronunciamenti del Parlamento. In tutti questi mesi abbiamo visto il Governo cedere, passo dopo passo, alle pressioni della società civile: prima su colf e badanti, poi, a malincuore, su tutti i lavoratori stranieri.

Questa sanatoria, brutta come le altre, ha almeno il vantaggio dell’estrema semplicità. I funzionari che l’hanno redatta sono gli stessi del governo precedente e dall’esperienza sembra abbiano capito che i trabocchetti, le file e le corse a ostacoli non funzionano e creano ogni tipo di abuso.

A Pisa è nato un cartello di associazioni contro la legge Bossi-Fini. Ne facciamo parte, siamo anzi stati fra i promotori ed ora sta funzionando perchè la regolarizzazione sia più ampia possibile. Qualsiasi movimento contro la nuova legge sarebbe sconfitto se non si battesse per far emergere chi è clandestino, chi non ha diritti né può rivendicarli. Perciò apprezziamo la messa a disposizione dei propri sportelli da parte della CGIL.

Il nostro sportello, in via Garibaldi n. 173, sarà aperto tutti i giorni dal Lunedì al Venerdi, a partire dal prossimo 5 Settembre, dalle ore 17 alle ore 20.

Pisa, 3 Settembre 2002

Leggi anche: il comunicato pubblicato su “Il Tirreno”

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