Il cimitero della coscienza cittadina. Padre Agostino Rota-Martir, Febbraio 2012

Villaggio Coltano Dopo il drammatico sfratto di una famiglia rom al “villaggio” di Coltano, una testimonianza e una riflessione di Padre Agostino Rota-Martir, prete cattolico che da anni vive al campo.

Ieri mattina il Comune di Pisa ha mostrato per l’ennesima volta la sua prepotenza verso una famiglia Rom di Coltano. Con incredibile violenza viene sfrattata dalla sua abitazione, la mamma viene trascinata più volte con veemenza da agenti di polizia coadiuvati da vigili urbani, facendole sbattere la testa contro i muri… tutto di fronte agli occhi terrorizzati dei suoi figli e famigliari. Una scena di violenza gratuita e che ha provocato la rabbia, la reazione e lo sdegno di tanti di noi e dei suoi famigliari.

Il Comune sceglie volutamente la giornata più fredda di questi 2 ultimi mesi per sbattere in strada la famiglia Rom, composta di 5 minori, l’ultima una neonata di meno di un anno, un altro di poco più di due anni, proprio nel giorno in cui il comune autorizza la chiusura di tutte le scuole cittadine a motivo del freddo e della neve: ma questa famiglia non merita un briciolo di considerazione e umanità.

Cosa ha fatto di tanto mostruoso questa famiglia Rom? Forse, non paga le bollette di luce, di acqua, di gas, della spazzatura, dell’affitto, delle incalcolabili marche da bollo (180 €) che servono per rinnovare il contratto di affitto che scade ogni 6 mesi, o non manda i figli a scuola? Stranamente è tutto in regola! No niente di tutto questo, semplicemente non ha mai voluto arrendersi, non ha chinato la testa alla persecuzione (non trovo termine più appropriato!) di operatori e assistenti sociali che la volevano arrendevole e sottomessa.

Ha osato pazientare e confidare nella giustizia italiana: perchè spetta solo alla Giustizia condannare o assolvere una persona di fronte a qualsiasi accusa e che di fronte ad una condanna di colpevolezza la pena è sempre individuale. Lo dice la nostra Costituzione, e sono proprio dei Rom che lottano per difenderla e farla ricordare, anche a chi avrebbe il dovere di promuoverla.

Lo sfratto è stato un lavoro sporco, ne erano consapevoli gran parte dei protagonisti, ed è per questo si è impedito ai giornalisti di raggiungere il campo, solo a quelli “embedded” è stato acconsentito, puntuali a fotografare la spazzatura del campo… un fotografo attraverso i boschi è riuscito a forare l’isolamento e documentare quello che stava accadendo, ben più nauseabondo della spazzatura! Come definire i calci, le botte, gli insulti, l’umiliazione subita di fronte ai suoi figli? Ieri la signora, anche su mia insistenza dopo averla vista piegata dal dolore, si è presentata al Pronto Soccorso per farsi visitare, dove le è stato diagnosticato un forte trauma cervicale e dorsale.

Cosa risponde l’assessore Ciccone, è forse questa la competenza mostrata nell’operazione sfratto di cui parla alla sua stampa? La Sig.ra Rom quelle contusioni, se li è forse procurate da sola? Sta forse recitando? Se li è giustamente meritate? Risponda ai fatti, se ne ha il coraggio e soprattutto se ne è competente!

Alla signora è stata offerta la possibilità di una temporanea sistemazione alla condizione di separarsi dai suoi figli, da destinarsi in luoghi diversi. Purtroppo è una prassi dei Servizi Sociali di Pisa, sopratutto verso soggetti Rom, che si ripete spesso in questi ultimi anni, ma che ha una triste e poi non tanto lontana origine, quella nei lager nazisti: era infatti una prassi consolidata e ben collaudata, quella di separare i genitori dai loro figli, per meglio controllare e sottomettere.

E dire che abbiamo appena celebrato il Giorno della Memoria e non sono certo mancati convegni in città. Come non sono mancati l’anno scorso in occasione della commemorazione del triste ricordo delle Legge Razziali, istituite nel 1938, proprio nella nostra città. “Pisa non dimentica” le leggi razziali, era il titolo della giornata dedicata e istituita dal comune lo scorso 5 Settembre nella tenuta di San Rossore. “Combattere l’oblio e l’indifferenza quindi – ha concluso – non rappresenta soltanto un giusto tributo alla memoria delle vittime, ma l’antidoto più efficace contro ogni intolleranza, odio razziale o paura della diversità, contro i veleni sottili che innervano le nostre società in tempi di cambiamenti accelerati, di tante incertezze e di crisi ormai conclamata di modelli di sviluppo”. (sindaco di Pisa, Marco Filippeschi, 5 Settembre 2011).

Come non condividere? Ma i veleni contro i Rom sono ancora ben annidati e ho l’impressione che spesso e volentieri, chi proclama di snidarli a voce, nella pratica invece, ha l’interesse a diffonderli.. contribuendo ad innalzare il cimitero della coscienza cittadina.

Don Agostino Rota Martir

2 Febbraio 2012 – campo Rom di Coltano (PI)

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