1 Luglio 2005, ancora sgomberi per i rumeni: il comunicato di Africa Insieme

Il 1 Luglio 2005 i rumeni vittime dell’incendio nella loro abitazione vengono nuovamente sgomberati dal piccolo insediamento di Agnano (comune di S. Giuliano Terme), dove si erano rifugiati. Di seguito il comunicato di Africa Insieme che contesta il provvedimento di sgombero.

Questa mattina, alle prime luci dell’alba, un’operazione di polizia ha portato allo sgombero di un insediamento di cittadini rumeni, accampati provvisoriamente ad Agnano, sul territorio del Comune di San Giuliano Terme.

Si tratta delle stesse famiglie che, il 22 Marzo scorso, hanno subito un incendio nella propria abitazione di Putignano, e che per lunghi mesi si sono trovate senza alloggio: tra di loro vi sono numerosi bambini – alcuni dei quali molto piccoli – che da troppo tempo vivono all’addiaccio in condizioni igienico sanitarie a dir poco precarie (nel campo non c’era acqua potabile, non c’erano servizi, gli spazi erano aperti e non era possibile ripararsi dalla pioggia).

L’operazione di polizia di questa mattina risulta incomprensibile e inutilmente vessatoria nei confronti di un gruppo, già duramente provato dalle vicende degli ultimi tempi.

Nessuno degli stranieri coinvolti, è bene chiarirlo, ha commesso alcun reato. Nessuno di essi è clandestino.

Nei loro confronti non è possibile eseguire alcun tipo di espulsione: il 31 Marzo scorso, infatti, il Giudice di Pace ha sospeso temporaneamente i provvedimenti di rimpatrio, in attesa della pronuncia del Tribunale per i Minorenni; da alcune settimane, poi, il magistrato sta esaminando la richiesta di annullamento delle espulsioni.

Queste persone, dunque, hanno diritto a restare in Italia fino alla pronuncia definitiva del giudice.

Il 19 Aprile scorso, inoltre, il consiglio comunale di San Giuliano ha approvato all’unanimità una mozione che chiede al Sindaco “di risolvere il problema sociale delle famiglie, garantendo loro un’adeguata collocazione”. Di conseguenza, tutti i cittadini rumeni erano seguiti fino a ieri dagli assistenti sociali e dal volontariato: il Comune si stava adoperando per cercare degli alloggi, e la situazione di emergenza abitativa era destinata a risolversi nel giro di poche settimane.

Tutto questo era ben noto alla Questura: non si capisce allora il senso del comportamento delle forze dell’ordine.

Lo sgombero non ha evidentemente alcuna funzione di ordine pubblico, e anzi è destinato ad aggravare ulteriormente il problema: una volta accertata l’impossibilità di espellere queste persone, infatti, si porrà nuovamente la questione di dove andranno ad abitare. L’ulteriore ricerca di soluzioni provvisorie, oltre a costituire un disagio aggiuntivo per le famiglie e per i bambini, sottrarrà tempo ed energie alla ricerca di alloggi.

Da parte nostra, chiediamo al Questore un chiarimento sui motivi che hanno portato a questa inutile e vessatoria operazione di Polizia.

Al contempo, sollecitiamo gli enti pubblici alla ricerca tempestiva di soluzioni per queste persone, che da troppo tempo aspettano e che hanno diritto a condizioni di vita dignitose.

Associazione Africa Insieme

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