Libia: armi chimiche utilizzate nei combattimenti tra milizie nell’Ovest del Paese

21 Giugno 2012

Secondo i nostri corrispondenti in Libia,da una settimana, negli scontri con armi pesanti che includono il lancio di bombe chimiche tra le forze delle milizie di Zentane (Djebel Nefoussa) e i membri della tribù di Machachias nell’ovest del paese non sono stati fatti meno di 180 morti e più di 600 feriti.

Il governo ad interim della Libia ha annunciato ieri che questi combattimenti hanno fatto 105 morti e mezzo migliaio di feriti e che la deposizione delle armi ha contribuito a ristabilire la calma.

Tuttavia, le nostre fonti indicano che la zona ovest della Libia è stata dichiarata zona militare chiusa in seguito alla diffusione di rapporti sull’uso di armi chimiche, in particolare bombe all’iprite (cosiddetto Gas Mostarda), e che dei combattimenti sporadici continuano vedendo opporsi combattenti di Zenten a delle milizie rivali anziché a elementi del ministero della difesa libico.

Quelli di Machachias aveva scelto di non unirsi alla ribellione anti-Gheddafi durante la guerra in Libia (17 febbraio – 22 ottobre 2011) e si erano quindi opposte a tutte le intrusioni delle milizie di Zenten, una delle milizie meglio armate di Libia, dal momento che hanno beneficiato durante la guerra del paracadutaggio di armi e munizioni da parte di Francia, Belgio, Germania e Italia. Queste milizie controllano attualmente le frontiere tra la Libia, la Tunisia e l’Algeria e detengono il figlio dell’ex leader libico, Seif Al-Islam Gheddafi, come carta per fare pressione sulle nuove autorità.

Sappiamo poco di dove siano andate a finire le scorte di armi chimiche relativamente poco importanti possedute dall’ex regime libico, anche se è stata istituita una commissione speciale ispirata al caso iracheno dopo la caduta di Bagdad ed è stata istruita da operatori americani specializzati. Quelli di Zenten hanno recuperato gli arsenali dell’ex armata libica sita nella Tripolitania e sono riusciti a mettere le mani su qualche arma chimica che non hanno esitato a utilizzare contro i loro avversari. Questo uso di armi vietate dalle Convenzioni Internazionali (Convenzione sull’interdizione delle armi chimiche) e dal diritto internazionale umanitario non ha offeso altri che le Organizzazioni internazionali o le ONG di difesa dei diritti, d’abitudine pronte a reagire come quando Saddam Hussein utilizzò il gas mostarda a Hallaja nel 1988. Nessuna reazione c’è stata in Europa o negli Stati Uniti dove si continua a chiudere gli occhi su ciò che succede realmente in Libia.

Questi problemi si verificano nel momento in cui il governo ad interim della Libia tenta in un qualche modo di mobilitare la popolazione per delle elezioni legislative cruciali – le prime nella sua storia contemporanea – per il futuro di questo paese nord-africano ricco di idrocarburi.

Qui sotto un video postato su Youtube da un attivista libico che mostra lo scoppio di bombe sospette nella località di Shakika, sotto il controllo delle tribù di Machachias, nell’Ovest della Libia:

Traduzione a cura di Moez Chamkhi e Sara Palli

Fonte: http://strategika51.wordpress.com/2012/06/21/libye-des-armes-chimiques-utilisees-dans-des-combats-entre-milices-dans-louest-du-pays/

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