Intervista a Fehem Bou Kardouz, attivista tunisino. Marzo 2011

Sara Palli (Africa Insieme) intervista Fehem Bou Kardouz, giornalista e attivista tunisino.

Marzo 2011

 

 

Nel 2008 le rivolte di Sfax erano legate alla grande disoccupazione e povertà per l’oscillazione del mercato dei fosfati, che relazione c’è con le rivolte attuali e qual è stato il ruolo del commercio internazionale e delle multinazionali?

In Tunisia non ci sono multinazionali che gestiscono le esportazioni, tutto dipendeva direttamente da Ben Alì, che è quindi responsabile due volte. C’è poi un altro problema: nessuno sa quanto fosfato viene venduto e a che prezzo.

Cosa ne pensa delle vicende politiche attuali?

Dai primi momenti della rivoluzione i Tunisini si sono assicurati che Ben Alì se ne fosse andato, tuttavia il sistema economico e sociale è rimasto quello che era precedentemente. I tre governi che si sono succeduti ultimamente hanno rappresentato gruppi che proteggevano ed erano compresi nel vecchio sistema: questo si può vedere anche dai conflitti che si sono verificati tra i ministri e secondo me le dimissioni del Ministro dell’Interno rientrano in questo sistema.

C’è una falsa notizia che dice che il ministro è stato mandato via perché aveva chiesto un’inchiesta sulla terza Casbah ma questo non è vero. Il governo attuale sta cercando di nascondere la verità per lasciare fuori il popolo dalle questioni politiche.

Qual è la composizione del movimento? Quali sono i punti di forza e le debolezze?

La forza della rivoluzione e il suo continuo dipendono da una partecipazione dei vari livelli della popolazione: dai giovani, alle giovani donne, ai contadini.

Al contrario di quello che dicono altri, che la Rivoluzione Tunisina è stata una cosa spontanea, ci sono stati i partiti politici, le associazioni del lavoro e i militanti insomma, la parte politica e sindacale, che hanno avuto un ruolo essenziale nella Rivoluzione e così siamo arrivati alla costruzione dell’Associazione di Protezione della Rivoluzione.

È vero che ci sono state delle forze che cercavano di smantellare quello che è stata la Rivolta tuttavia l’Unione Generale delle Associazioni per la Salvaguardia della Rivoluzione, che ha come presidente Yhad Ben Ashur, insieme a tutte le associazioni che sono nate in tutte le parti della Tunisia si oppongono a ciò: la gente ha ancora fiducia in quello che sta facendo e la giornata di domani di conclusione della Terza Casbah dimostrerà quello che sto dicendo.

La giornata di domani confermerà la voglia della popolazione della continua vittoria, lontano dai probabili giochi del governo attuale temporaneo.

Qual è stato il ruolo dei partiti e del sindacato nell’organizzazione del movimento?

I partiti e il sindacato hanno giocato tre ruoli

1. Riempimento delle strade con una informazione mirata, ognuno per ogni livello sociale (con tutte le difficoltà del caso);

2. Organizzazione dei movimenti per non cascare nello spontaneismo e per evitare che ci fossero infiltrati;

3. Scelta di slogan popolari che danno l’idea della grande unità e importanza del momento che veniva vissuto.

C’è qualche relazione tra la visita di Maroni e le dimissioni del Ministro dell’Interno Tunisino?

Con la scusa dell’impegno per la situazione interna tutti gli ultimi tre governi hanno accettato di far finta che non esistessero tutti i patti internazionali riguardanti l’economia, l’immigrazione, ecc… Ad esempio possiamo guardare agli accordi sull’emigrazione e il commercio con il Governo Israeliano; l’ultimo movimento popolare (partiti e sindacato) ha cercato di portare alla luce queste questioni e allo stesso tempo vorrebbe confermare che la rivolta è stata fatta per motivi di trasparenza su tutte le questioni che riguardano il sociale.

Una richiesta molto importante di questo movimento è quella di riguardare tutti i rapporti presi con i paesi imperialisti. Poiché per alcuni oggi come oggi questo governo non è legalmente insediato e quindi non può toccare i rapporti internazionali vorrei chiarire una cosa: questo governo è prima politico e poi rivoluzionario e quindi avrebbe il potere di modificare questi trattati, anche perche la data del 24 Luglio potrebbe slittare.

[Per inciso l’intervento del Governo per disperdere il movimento della terza Casbah era illegittimo perché dentro quel movimento c’era il responsabile della commissione per la Salvaguardia della Rivoluzione, commissione su cui si fonda l’attuale governo]

Ma il governo ha dato una risposta definitiva a Maroni?

Da diversi anni il governo non si impegna più direttamente su questi temi. Le uniche risposte sono lasciate alle associazioni.

Ci sono rapporti coi movimenti Europei? Di quale natura?

Dopo 23 anni di dittatura di Ben Alì i Tunisini hanno respirato sempre l’ossigeno della solidarietà mondiale.

Sempre tramite i Sindacati e i partiti della sinistra si è parlato dei sindacati e dei partiti della sinistra estera che hanno sempre appoggiato il Movimento Tunisino per esempio organizzando l’informazione, giornate di solidarietà, presidi di fronte all’ambasciata, aiuti economici alle famiglie degli arrestati, creazione di reti di informazione diretta internazionale, ecc… Tutto questo dovrebbe allargarsi dai partiti ai movimenti per due motivi:

1. Perché la Rivoluzione Tunisina è non solo dei tunisini ma di tutte le persone libere del Mondo ed è importante lottare fianco a fianco contro la discriminazione, la dittatura e lo sfruttamento;

2. Il Popolo Tunisino ha vissuto sempre sotto lo sfruttamento e la repressione e questo lo ha portato a non conoscere la democrazia. Per questo il Movimento Tunisino ha bisogno di un aiuto concreto dall’esperienza dell’occidente, senza che questo significhi prendere le democrazie dell’occidente.

Può fare un esempio?

La Rivoluzione Tunisina non è una rivoluzione della fame ma della dignità. I Tunisini in questo momento non hanno bisogno di cose da mangiare e nemmeno di aiuti economici. Hanno invece bisogno di una solidarietà popolare e informatica e di esperienze essenziali per far riuscire la rivoluzione.

Uno dei punti essenziali che potrebbe fare il movimento popolare di sinistra dell’occidente è fare pressione sui loro governi perché non entrino nei famosi giochi per la vendita della nostra Rivoluzione. Bisogna assicurarsi che nessun governo dell’occidente abbia nessun vantaggio nella costituzione di uno stato avanzato democratico nel mondo arabo. Perché lo Stato avanzato arabo bloccherà lo sfruttamento delle risorse naturali nel paese e bloccherà le aziende internazionali di diversa natura.

Intervista di Sara Palli

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