Pisa, lettera aperta alla città: “rispetto per noi di colore”. Dicembre 1987

Da “La Repubblica”, 12 Dicembre 1987

PISA. Un vu’ cumprà che si ribella alla violenza razzista ha scatenato una vicenda che divide, da una settimana, la città e i suoi organismi amministrativi e politici.

E’ la storia di un senegalese, Abdou Diaw, 32 anni, venditore ambulante che accusa tre vigili urbani di averlo picchiato a sangue in un ufficio comunale e di avergli rubato i soldi.

Le accuse del senegalese sono state confermate dalle testimonianze di tre studenti. Due dei tre vigili si difendono affermando che Abdou Diaw s’ è fatto male da solo, come fanno sempre quei poveri cristi dalla pelle scura, per poi denunciarci. Il terzo si dissocia dai colleghi, dichiarando di aver tentato d’impedire le violenze, e per questo riceve velate minacce dagli altri vigili.

La giunta comunale di sinistra, dopo una prima, tempestosa riunione, emette un comunicato sibillino in cui si rinviano tutte le decisioni al termine dell’ inchiesta giudiziaria.

Il senegalese, però, ha deciso di ritirare la denuncia. Ieri, Abdou Diaw ha scritto una lettera aperta alla cittadinanza e al sindacato dei vigili urbani, spiegando perché non ha portato avanti le accuse contro i tre agenti municipali.

Una lettera piena di dignità, in cui il senegalese chiede rispetto per i suoi connazionali e propone una nuova pace tra pisani e immigrati di colore.

“E’ per me importante dire chiaramente che la comunità dei senegalesi di cui faccio parte”, scrive Abdou Diaw, “ha sempre avuto un buon rapporto con la città e ci tiene a mantenerlo. Proprio per non incrinare questo rapporto civile non ho voluto esasperare l’ episodio di cui sono stato vittima”.

“Vorrei però precisare”, spiega il senegalese, “che ritengo profondamente lesivo della mia dignità e di quella dei miei connazionali quanto affermato dai vigili urbani (e che ha trovato sostegno dallo stesso sindacato aziendale Cgil, Cisl e Uil, n.d.r.) secondo cui noi avremmo l’ abitudine di procurarci lesioni per poterli denunciare”.

“Per noi senegalesi”, aggiunge Diaw, “non è facile trattare con la legge, figuriamoci se ci metteremmo da soli nelle condizioni di doverlo fare…”.

Abdou Diaw conferma “”di essere stato picchiato e derubato, così come hanno spiegato anche i testimoni e lo stesso vigile urbano che s’ è dissociato dai suoi colleghi, della cui scelta sono contento e commosso”.

Il senegalese affronta poi il problema del razzismo strisciante, della violenza e della ghettizzazione in cui viene costretta la comunità d’ immigrati africani. E lo fa rifiutando l’ etichetta appiccicatagli addosso dai vigili urbani: “Non è giusto che mi chiamino povero cristo dalla pelle scura, anche perché sono religioso, ma di fede musulmana”.

Sulla vicenda delle violenze contro gli immigrati di colore sono intervenuti sia la Camera del Lavoro, sia i sindacati confederali. Ambedue si sono dissociati dalla posizione presa dai sindacati aziendali, invitando le associazioni di categoria ad avviare un’ indagine approfondita sull’ episodio e sulla condizione generale dei senegalesi a Pisa.

E ieri sera s’ è riunita la giunta comunale su richiesta dei consiglieri comunisti: “La lettera aperta di Abdou Diaw costituisce un fatto nuovo”, sostiene il Pci, “non è più possibile minimizzare o tergiversare. E’ una denuncia che sollecita la coscienza di ogni cittadino e quella delle autorità competenti ad assumere tutte le decisioni affinché si raggiunga la piena integrazione degli immigrati di colore con la città”.

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