Chiusura di Città Sottili, il comunicato del gruppo Everyone

Pisa rinnega il programma “Città Sottili” per l’integrazione dei Rom. Contemporaneamente, si scatena la persecuzione antizigana in tutta Italia

Milano, 16 novembre 2009. In tutta Italia assistiamo a una vera e propria purga etnica che colpisce il popolo Rom. E non si tratta di un’esagerazione, perché l’allontanamento di comunità etniche in pieno inverno, con lutti e drammi umanitari conseguenti rientra in questa categoria di crimini contro l’umanità, sotto l’aspetto meramente giuridico.

Le operazioni istituzionali di evacuazione del Casilino 700 a Roma, dei microinsediamenti di Milano e dell’insediamento di via Solferino a Pesaro sono azioni di pulizia razziale che rappresentano perfettamente la situazione di intolleranza nel nostro Paese.

A Roma centinaia di esseri umani, fra cui bambini e malati, si trovano – dopo lo sgombero del loro insediamento – all’addiaccio, colpiti da infezioni e dalle intemperie. Nonostante l’intervento della Croce Rossa e di associazioni umanitarie, molte persone sono in costante pericolo di vita, altre sono disperse.

A Milano squadre di uomini in divisa si muovono in seguito alle denunce dei delatori e metodicamente identificano e sgomberano i luoghi in cui famiglie Rom vivono nascoste, per sfuggire agli assalti dei razzisti e ai pericoli del gelo. E’ una persecuzione sistematica che pone le famiglie Rom in condizioni di vera emergenza umanitaria e le costringe a una marcia disperata verso il nulla.

A Pesaro, con un blitz orchestrato da Comune e Prefettura, decine di agenti di forza pubblica e poliziotti municipali hanno evacuato in data odierna l’edificio di via Solferino in cui erano rifugiati circa 30 Rom romeni, fra cui malati di patologie gravissime, in cura presso l’Ospedale San Salvatore. Si sono perse le tracce di alcune persone, che si sono allontanate in preda al panico e alla disperazione. Sono state allertate le strutture sanitarie dopo che gli individui più deboli hanno subito malesseri dovuti al maltempo e alla tensione.

Fino a ieri Pisa rappresentava un’oasi di civiltà, nonostante gli episodi di intolleranza e l’ostilità di gran parte della cittadinanza verso i “nomadi”. Nella città della Torre pendente era stato varato dal Comune il programma “Città Sottili”, unico programma in Italia mirato a superare i “campi nomadi” a favore di un inserimento abitativo delle famiglie Rom. Il programma ha fornito alloggio a circa 300 Rom. Dal 2007, come ricorda in una nota inviata alle organizzazioni per i Diritti Umani l’associazione locale Africa Insieme, “questo programma era stato messo in discussione dalla nuova amministrazione comunale (a maggioranza PD), in realtà espressione di una cultura securitaria che anche nelle amministrazioni ‘democratiche’ risulta ormai diffusa”.

“Oggi, abbiamo avuto la conferma che il Comune di Pisa sta lavorando allo smantellamento del programma,” continua il comunicato di Africa Insieme. “La notizia è stata diffusa dal segretario provinciale di Rifondazione in una intervista rilasciata al quotidiano online Pisa notizie”. Nel sito di Africa Insieme si trova materiale relativo alla vicenda.

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