I Comuni toscani contro il ddl “Bossi-Fini”: la Carta di Empoli (Ottobre 2001)

Nei giorni 26-27 ottobre 2001, su iniziativa della Regione Toscana-Progetto Porto Franco, dell’ANCI Toscana e del Comune di Empoli, si è svolto a Empoli il seminario “Informazione/immigrazione. Per il diritto all’informazione, per l’informazione sui diritti”.

In conclusione dei lavori, ai quali hanno partecipato numerose realtà attive a livello toscano e nazionale tra cui Indimedia, Kater, L’Altra Città, Il Grande Vetro, Africa Insieme, Fuori Binario, Peacelink, Atuttomondonetwork, COSPE, Non Luoghi, Ragazze Fuori, Novaradio, Dea Press, Guerre & Pace, Informacarcere, Senegalesi in Toscana, Oltre l’Africa, Gli Anelli Mancanti, Corte dei Miracoli, Istituto Ernesto De Martino, è stata elaborata e approvata la seguente “carta” di intenti comuni.

La scelta di elaborare questa carta di intenti nasce dalla constatazione del prevalere di un atteggiamento politico dei Governi degli ultimi anni e di una pratica generalizzata della comunicazione dei media che di fatto nega i diritti fondamentali degli esseri umani. Partendo dalla necessità di affermare il diritto all’informazione per tutte e tutti, la carta di Empoli vuole porre il fondamento per una pratica di lavoro collettivo che unisca le realtà della comunicazione indipendente di base, le persone e l’insieme delle strutture e delle organizzazioni della società in una rete di relazioni e di scambio che promuova un’informazione critica, accurata e responsabile.

Per il diritto all’informazione per l’informazione sui diritti

Per un’informazione che:

– sia rispettosa della dignità umana, delle persone e delle culture;

– sia aperta e plurale e permetta pari opportunità di produzione e di accesso ai mezzi di informazione per dare voce a coloro che sono esclusi dai circuiti informativi;

– sgretoli stereotipi e pregiudizi e promuova l’incontro e lo scambio tra persone e culture;

– promuova i diritti di cittadinanza per tutte e tutti, indipendentemente dal genere, dall’età e dalla provenienza;

– renda evidenti le contraddizioni di un sistema mediatico asservito;

– impegni coloro che detengono il monopolio dei mezzi di comunicazione a confrontarsi con un’informazione dal basso;

– evidenzi la manipolazione dei fatti e delle notizie che costituisce la base per la creazione di quelle ” verità assolute” che intendiamo decostruire.

Ispirandosi a questi principi riteniamo necessario in primo luogo costruire

una RETE di relazioni, un NETWORK tra realtà di base, gruppi, associazioni, enti e istituzioni che si occupano di informazione e immigrazione al fine di costruire percorsi comuni per:

– sviluppare strategie attive di educazione alla complessità e alla diversità;

– potenziare le capacità di intervento e amplificare il raggio di azione di ciascuna realtà;

– scambiare e confrontare esperienze e iniziative;

– portare avanti azioni di lotta concordate e coordinate promuovendo la partecipazione politica sociale e culturale dei cittadini immigrati;

per sviluppare un processo trasversale che miri all’affermazione dei diritti umani e di cittadinanza contro l’ignoranza e le barbarie.

Gli obiettivi del network

La recente emanazione da parte del Governo di un disegno di legge in materia di immigrazione e asilo, in parallelo con le nuove norme anti-terrorismo e la guerra in corso, impongono a politici, amministratori, giornalisti e cittadini una chiara e precisa assunzione di responsabilità.

Informare sugli aspetti nefasti di questo disegno di legge, prodotto di una cultura che nega il valore e la dignità della persona umana e della vita, diventa fondamentale in quanto non si tratta più solo di difendere i diritti degli stranieri e la concezione di una società aperta, ma si tratta di salvaguardare i diritti fondamentali degli esseri umani.

La gravità delle ripercussioni che lo stato di guerra avrà sul clima di intolleranza, di discriminazione e di restrizione dei diritti civili, ci impone di reagire collettivamente con un’informazione critica.

Unire le esperienze e le intelligenze di chi fa informazione diviene strumento cruciale per la trasmissione di saperi e conoscenze slegati da logiche di mercato.

Il network, laboratorio collettivo, intende mobilitarsi nell’immediato affinché il disegno di legge di questo Governo non venga approvato in Parlamento. Se ciò accadesse, si renderà necessario elaborare, costruire e promuovere iniziative di opposizione e di disobbedienza civile nonviolente volte ad impedire che la legge venga applicata.

Empoli, 26/27 ottobre 2001

Lascia un commento

Archiviato in Uncategorized

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...