Ordinanza antiborsoni, appello di Gad Lerner e Adriano Prosperi (Aprile 2009)

Nell’Aprile 2009 Africa Insieme promuove un appello contro l’ordinanza antiborsoni, a sostegno della manifestazione dei migranti. All’appello aderiscono Gad Lerner e Adriano Prosperi.

Da qualche tempo i turisti che vengono a Pisa a visitare la celebre Piazza dei Miracoli assistono a una scena che si ripete ogni giorno: schieramenti di vigili impediscono a chi ha la pelle scura di accedere alla piazza. È il risultato di un’ordinanza del Comune, cosiddetta “anti-borsoni”, pensata per contrastare la vendita ambulante di prodotti contraffatti. Il provvedimento vieta «il trasporto di contenitori quali borse, sacchi, involucri inequivocabilmente riconducibili alla vendita illegale».

Di fatto, quel che viene punito non è il reato in sé – per il quale non sarebbe necessaria un’ordinanza del Sindaco, esistendo già una sanzione del Codice Penale – ma il “borsone” che suscita sospetti: e, nell’impossibilità di distinguere una borsa “innocua” di un turista da una «inequivocabilmente riconducibile alla vendita illegale», si ricorre ad espedienti come il colore della pelle del proprietario.

L’attuazione concreta dell’ordinanza ha messo in ginocchio i venditori ambulanti stranieri. Si tratta di persone che, spesso, non hanno il permesso di soggiorno (ricordiamo che la legge attuale vieta ogni forma di regolarizzazione), e che per questo non possono lavorare: la vendita rappresenta una piccola fonte di reddito che consente loro di sopravvivere. Oggi, queste persone sono ridotte alla fame.

Il Sindaco ha emanato l’ordinanza per “ripristinare la legalità”, e per contrastare il fenomeno della contraffazione. Eppure, le comunità straniere avevano da tempo indicato una strada diversa per risolvere gli stessi problemi: una strada che tenesse conto delle difficoltà di queste persone, della loro necessità di esistere, e di sopravvivere. Erano state individuate possibili soluzioni concrete, d’intesa con le rappresentanze degli immigrati. Questo dialogo si è interrotto bruscamente con l’emanazione dell’ordinanza.

Così, mentre il clima nazionale appare segnato ogni giorno di più da episodi di intolleranza e da politiche di discriminazione, anche la città di Pisa – da anni all’avanguardia per i suoi programmi di accoglienza e solidarietà – cede oggi alla via della chiusura e dell’intransigenza.

Le comunità senegalesi della Toscana hanno convocato una manifestazione pacifica a Pisa, per chiedere il ritiro del provvedimento del Comune e la riapertura del dialogo. In un momento in cui la crisi economica esaspera i conflitti, siamo convinti che proprio il dialogo sia l’unica strada per affrontare i problemi. Aderiamo perciò alla manifestazione del 18 Aprile prossimo. Al Sindaco chiediamo di ritirare l’ordinanza, in modo da riaprire un dialogo sereno e costruttivo.

Adriano Prosperi e Gad Lerner

Leggi:

– I resoconti dei giornali, 17 Aprile: Tirreno, Nazione, Pisanotizie

– “Un appello promosso da Africa Insieme”. Dal Tirreno, 24 Aprile

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