Sicurezza, un appello al Prefetto. Novembre 2007

Gentile signor Prefetto,

Le scriviamo per esprimere la nostra preoccupazione per le reazioni politiche seguite all’aggressione e all’uccisione di una donna a Tor di Quinto, a Roma.

Non e’ in discussione l’estrema gravita’ di quel fatto: la sua violenza, la sua efferatezza, la sua ferocia gratuita. Ne’ e’ in discussione la necessita’ di assicurare alla giustizia il colpevole, e di punirlo severamente secondo le procedure della legge.

Ciò che preoccupa, e che ci spinge a far sentire la nostra voce, e’ il fatto che la legittima esigenza di giustizia sia stata completamente occultata da una campagna contro i cittadini rumeni: un tema, questo, che ha ben poco a che vedere con la vicenda di Tor di Quinto.

Con un gioco di prestigio mediatico, infatti, la politica ha trasformato un singolo caso di violenza in un atto di accusa contro tutti i rumeni, e in particolare contro i piu’ poveri ed emarginati. E’ un’operazione dal sapore chiaramente razzista e discriminatorio: non altrimenti si possono definire le affermazioni di Walter Veltroni, secondo il quale “prima dell’ingresso della Romania nell’Ue, Roma era la citta’ piu’ sicura, dunque i rumeni rappresentano un problema specifico”. E non altrimenti si possono definire le dichiarazioni di analogo tenore rese da Gianfranco Fini, che ha chiesto di “demolire tutte le baraccopoli”.

Ancor più grave è la scelta, compiuta dal Governo sull’onda emotiva dell’emergenza, di trasformare parte del pacchetto sicurezza in decreto legge immediatamente esecutivo. Le nuove norme – peraltro di dubbia efficacia pratica – lanciano un segnale di criminalizzazione di intere comunita’, destinato a ripercuotersi nei territori: le azioni di violenza etnico-razziale, come quelle avvenute ad Opera, ne escono legittimate e rafforzate.

Siamo preoccupati anche per le conseguenze che tutto cio’ potrebbe avere nelle nostre zone. In citta’ vivono da alcuni anni gruppi di cittadini rumeni alloggiati in sistemazioni di fortuna: baracche, tende, insediamenti precari lungo gli argini del fiume, o sotto i ponti dei cavalcavia. Si tratta di comunita’ che non hanno mai rappresentato un problema per la pacifica convivenza, e che al contrario sono state vittime di gravi forme di discriminazione: a queste persone vengono sistematicamente negati diritti fondamentali come l’assistenza sanitaria, la scolarizzazione dei bambini, l’accesso alla residenza anagrafica e all’alloggio, la tutela nei luoghi di lavoro. Numerose forze sociali si sono attivate per garantire diritti, contrastare le discriminazioni, fornire assistenza e migliorare le condizioni di vita di questi gruppi: si sono mosse associazioni di volontariato, realta’ del mondo laico e religioso, insegnanti delle scuole, medici, circoli di quartiere e semplici cittadini. A volte, questa mobilitazione ha saputo incontrarsi con gli enti locali, costruendo – per alcune famiglie – positivi percorsi di inserimento abitativo e sociale: si tratta di sperimentazioni importanti, che prefigurano un modello diverso di governo del territorio, fondato sulla mediazione sociale e sulla tutela dei diritti, piuttosto che sull’emergenza e sull’ordine pubblico.

Non vorremmo, ora, che la campagna nazionale contro “rumeni” e “baraccopoli” diventasse lo spunto per un’inversione di tendenza anche nel nostro territorio. Non vorremmo che si tornasse alla logica degli sgomberi, alle operazioni di allontanamento, alla ulteriore marginalizzazione di questi gruppi in luoghi sempre più lontani e inospitali.

Per questo motivo Le chiediamo, in primo luogo, di trasmettere al Governo italiano, alle Presidenze della Camera e del Senato, e ai parlamentari eletti nelle nostre zone, la nostra ferma contrarieta’ al “pacchetto sicurezza”, e alla campagna mediatica che l’ha accompagnato. Le chiediamo anche di non procedere, a Pisa, ad espulsioni indiscriminate ed arbitrarie, e di affrontare la questione degli insediamenti dei cittadini rumeni a partire dai diritti umani e civili di coloro che vi abitano.

Pisa, 6 Novembre 2007

Primi firmatari: Giuliano Campioni, docente universitario, Luca Barbuti, assessore Comune di S. Giuliano Terme (PI), Manola Guazzini, assessore provinciale, Lucia Mango, presidente circoscrizione n. 4, Donatella Salcioli, consigliera provinciale, Dario Danti, segretario prov. Rifondazione Comunista, Ascanio Bernardeschi, consigliere provinciale, Francesco Auletta, ricercatore precario, Sergio Bontempelli, ass. Africa Insieme, Ndiaye Matar, vicepresidente comunità senegalese, Padre Agostino Rota Martir, sacerdote cattolico, campo Rom di Coltano, Adonella Guidi, operatrice sociale, Maria Rosaria La Catena, operatrice sociale, Fulvio Cornolti, docente universitario, Luigi Piccioni, docente universitario, Guido Gagliardi, docente universitario, Francesco Paolo Bonadonna, docente universitario, Monica Zoppè, ricercatrice CNR, Beatrice Bardelli, giornalista, Paola Baiocchi, redazione rivista Valori, Antonella Bucchioni, insegnante, Maurizio Cossi, docente universitario, Giorgio Carpi, Centro Nuovo Modello di sviluppo, Olivier Lefebvre, ricercatore, Simone Fusaro, medico, Serena Fondelli, medico, Francesco Stea, medico, Maria Francesca Zini, Claudia Melli, pensionata, Emiliano Cariello, Emergency Pisa, Serena Leoni, operatrice sociale COOPI Toscana, Federico Giusti, Confederazione Cobas, Gilberto Vento, Cobas scuola, Gianluigi Langone, educatore sociale, Fabio Taddei, ricercatore universitario, Cristina Polimeno, coord. Giovani Comunisti Pisa, Luca Randazzo, insegnante, Roberto Barbieri, insegnante, Renato Petrone, operatore sociale, Beatrice Laghezza, volontaria scuola di italiano “El Comedor”, Heather Jones, Gruppo d’acquisto solidale Pisa, Danilo Soscia, ass. Cinemaltrove, Antonio Massara, volontario scuola di italiano “El Comedor”, Antonello Cocco, Ingegneria senza Frontiere Pisa, Arianna Becherini, ass. Africa Insieme, Simonetta Ghezzani, circolo ARCI CEP, Said Talbi, Africa Insieme, Marcello Pantani, pensionato, Roberto Cini, impiegato

seguono firme

Leggi anche: l’appello pubblicato su La Nazione

1 Commento

Archiviato in questura, rom

Una risposta a “Sicurezza, un appello al Prefetto. Novembre 2007

  1. Pingback: Novembre 2007. La cosiddetta “emergenza rumeni” « Africa Insieme di Pisa

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...