Ottobre 2000. Un giovane rom ucciso dalla Polizia in uno scontro a fuoco

Il 6 Ottobre 2000, all’alba, a seguito di un inseguimento, un poliziotto spara contro un rom in fuga uccidendolo.
Il ragazzo rom aveva rubato un furgone a Barberino Val d’Elsa. Scoperto da una pattuglia della Squadra Mobile, viene inseguito e ucciso.
Nei giorni successivi, la preoccupazione principale della stampa sembra quella della “criminalità dei Rom”. Africa Insieme interviene a sostegno dei familiari delle vittime, e polemizza con la Prefettura e la Questura di Pisa. Di seguito il testo del comunicato inviato alla stampa il 12 Ottobre.

Venerdì scorso la superstrada Firenze Pisa Livorno è stata teatro di un fatto sanguinoso e tragico: due rom, abitanti al campo di Coltano, dopo aver rubato un furgone, sono stati inseguiti dalla polizia, che ha sparato ad uno di loro uccidendolo. I due uomini erano disarmati, e al momento dello sparo stavano fuggendo: uno dei due, per scappare, si è gettato da un cavalcavia alto 12 metri, ed è attualmente all’Ospedale del Carcere Don Bosco.

Nonostante le pressanti richieste delle associazioni e delle famiglie, nessuno ha finora potuto visitare il ricoverato, di cui non si conoscono nemmeno le condizioni di salute. L’altro, un ragazzo di trent’anni, è stato ucciso da uno sparo mentre fuggiva disarmato.

Le giustificazioni addotte dalla Questura sono, a nostro avviso, risibili: lo zingaro si sarebbe girato di scatto, facendo pensare di essere armato. L’agente avrebbe così fatto partire il colpo, pensando di mirare alle gambe e in realtà infliggendo una ferita mortale.

Eppure tutta la vicenda, anche nei suoi sviluppi successivi, è indicativa del clima che stiamo vivendo a Pisa. Dopo l’accaduto, non una parola della Questura alla famiglia del ragazzo. Al funerale, nessuna rappresentanza istituzionale ha voluto dare l’ultimo saluto alla vittima: né il Sindaco, né il Comune, né la Questura hanno voluto manifestare il loro cordoglio. Nessun impegno, per quanto tardivo, è stato preso per garantire giustizia ai familiari.

Sulla stampa locale abbiamo letto, a proposito di questa vicenda, che ci sarebbe preoccupazione a Pisa per l’escalation della criminalità: preoccupazione riferita, supponiamo, al furto del furgone ad opera dei due nomadi, l’unica cosa che sembra suscitare sdegno. Dovrebbe essere ovvio, ma evidentemente non lo è, che per un furto non si uccide un uomo disarmato e in fuga, e che ogni reato deve essere punito secondo la legge.

Mesi fa, un ragazzo napoletano reo di girare in motorino senza casco è stato ucciso da un colpo di pistola sparato da un agente. Oggi, la stessa cosa accade a un giovane responsabile di un furto: per quest’ultimo, che ha avuto la sfortuna di essere zingaro, le istituzioni locali non sembrano sdegnarsi né interrogarsi. Per troppi mesi la loro preoccupazione principale è stata quella della sicurezza e dell’ordine pubblico.

A furia di criminalizzare e dipingere mostri – volta per volta, lo zingaro, lo slavo, l’albanese, il tunisino o il clandestino – si è dimenticato, o si è fatto finta di dimenticare, che primo requisito della sicurezza è la ricostituzione di un diritto certo ed efficiente, capace di fare giustizia senza arbitrio, garantendo la tutela legale e la presunzione di innocenza fino a prova contraria.

Il rafforzamento puro e semplice di polizie sempre più armate ed impaurite, al di fuori delle garanzie del diritto, produce inquietudini, insicurezza e violenza: oggi, ne fa le spese un giovane zingaro, ieri un giovane cittadino italiano. Se vogliamo fermare questa spirale occorre tornare ad interrogarsi con coraggio sulle questioni della convivenza civile, dei diritti di cittadinanza e della giustizia.

Africa Insieme esprime solidarietà e affetto alla famiglia del cittadino rom vittima di questo drammatico episodio, e chiede che su questa vicenda sia fatta piena verità e giustizia. Mentre contribuiremo per quanto possibile alla tutela legale delle famiglie, chiediamo che queste ultime siano ammesse a visitare il detenuto ferito, attualmente ricoverato all’Ospedale.

Riteniamo inoltre che su questo episodio debba aprirsi in città un dibattito ampio e coraggioso. Questi episodi non devono accadere mai più, e per questo chiediamo una seduta urgente di un consiglio comunale aperto, al quale siano invitate le associazioni, i rom del campo di Coltano e tutti coloro che possano contribuire alla verità e alla giustizia.

Africa Insieme

Pisa, 12 Ottobre 2000

sparo_ai

L’articolo sul Tirreno del 13 Ottobre (clicca sull’immagine per ingrandire)

sparo_prefLa risposta del Prefetto sul Tirreno del 18 Ottobre (clicca sull’immagine per ingrandire)

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